La nostra società, costituita come si sà nel 1946, non è stata la prima società
di calcio di Massagno ma è stato preceduta da altre squadre che han tenuto alto
il nome del Comune nel Cantone. Le prime notizie di una squadra iscritta regolarmente
ai campionati regionali si hanno negli anni 1920-1921, quando il Massagno militava
nella Serie B ticinese, assieme ad altre formazioni blasonate per nome quali Bellinzona
II, Locarno II, Chiasso, Lugano II ed altre ancora.
Nella stagione 1922-1923 si ha notizia dell'iscrizione al campionato, oltre che
della prima squadra, anche del Massagno II e di una formazione chiamata Aurora Massagno.
Nella stagione 1924-1925 si apprende che il giocatore del Massagno Cleante Cavazzuti
fa parte della Commissione di revisione degli statuti e regolamenti cantonali della
Federcalcio ticinese, mentre la stagione 1925-1926 è trionfale per il F.C. Massagno
che si aggiudica il titolo di Serie B con la prima squadra e il titolo di Serie
C con la seconda. Riportiamo quanto citato dal libretto «Il gioco del calcio
nel Ticino» edito dalla «Federazione Ticinese» nel suo quarantesimo
di fondazione: «... mentre nel Sopraceneri(!)
trionfava il F.C. Massagno con otto vittorie su altrettante partite giocate. Nella
finale per il primato di gruppo, i massagnesi superavano il Lugano III per 4 a 2
ed ottenevano forfait nella seconda partita. Il Massagno si aggiudicava anche le
due partite di promozione relegazione col Giubiasco, ultimo della Prima Divisione,
vincendo per 7 a 0 e 5 a 4. In terza Divisione il Massagno II si aggiudicava il
primato nel Sottoceneri, sua giurisdizione naturale, mentre nel Sopraceneri si rendevano
necessari ben tre incontri. Nella "bella", il Massagno II aveva la meglio sulla
"terza" del Bellinzona per 3 a 2».
Andando avanti con gli anni troviamo quale segretario della FTC Nino Foletti, nominato
nel corso dell'assemblea dei delegati del 25 settembre 1927, alla «Torretta»
di Locarno. Egli viene riconfermato nella carica anche l'anno successivo. Le stagioni
si susseguono e l'anno 1932 vede iscritta al campionato la squadra dei Giovani Calciatori
Massagnesi, mentre nel comitato cantonale il posto di segretario è occupato da Virgilio
Regazzoni, che rimarrà in carica fino alla stagione 1934-1935.
Due passi nei ricordi
Crediamo di fare piacere agli anziani e di attirare l'attenzione dei giovani riportando
il testo apparso sul numero unico, dopo dieci anni di vita, dell'allora Associazione
Sportiva Massagno, scritto con vera passione per il gioco del calcio dal compianto
Attilio Mazzola, valente giocatore, membro di comitato e socio onorario della nostra
Società. Il testo, anche se contiene un po' di retorica, dovrebbe farci pensare
e riflettere sui «bei tempi andati».
* * *
Quella notte il cielo aveva lasciato il suo fare arcigno e se n'era ritornato il
bel cielo che tutti conosciamo, il cielo dei sogni e dell'innocenza, il cielo dei
poeti e anche il cielo dei calciatori.
La neve aveva sommerso ogni cosa nella campagna, fuorché i pioppi lunghi lunghi
che dormivano il loro sonno invernale. Il campo da giuoco, il campo delle fatiche
e delle soddisfazioni, delle delusioni e delle speranze, s'era vestito anche lui
della bianca coltre uniforme di neve, come volesse appisolarsi fra i dormienti della
natura, dal campanile vicino erano partiti i rintocchi ovattati dell'ora: mezzanotte.
La luna guardava sincera di sopra il monte Brè.
Era l'inverno del 1926. Cleante Cavazzuti era con me in quella sera di rigidi momenti.
Nessuno d'intorno, nessun rumore, ma solo un lieve alitare di vento in quella pace
di cimitero. Non si trattava di due nottamboli, non si trattava di due gaudenti
che passassero di là, ma solo di due modesti calciatori che l'indomani dovevano
cimentarsi in una finalissima di campionato, proprio su quel campo coperto di neve.
Non era una facile cosa, bensì una difficoltà che si sarebbe detta insormontabile.
Senza ciarlare tanto, noi due soli, si principiava a spalare il campo con una ridicola
pretesa ma con l'intenzione e la certezza che il miracolo si fosse compiuto. Nel
presto mattino, altri volonterosi si erano uniti a noi, altri ne giungevano ancora
e nel volgere di un'ora una vera turba di gente, il paese tutto, era convenuta là
in nobile gara, nel nome di vera, quanto commovente, legge sportiva. Senza sosta,
sino alla una dopo mezzogiorno, momento in cui una livellatrice, trainata da cavalli,
entrava sul campo a dare la rifinitura al lavoro, mentre l'osanna della gente si
perdeva sui collinari vicini. Il Lugano d'allora era già sul campo, erano le quattordici,
mentre la squadra del Massagno, noi due compresi, compariva subito dopo salutata
da un migliaio di persone che facevano corona al campo. Fu una partita di cui il
solo ricordo è bastante per inumidire gli occhi, una di quelle imprese che confonde
il vinto ed il vincitore in un unico e grande merito. Il Massagno aveva vinto per
tre reti a due, laureandosi in tal modo campione ticinese di seconda categoria.
Lo scrivente per due volte aveva saputo violare la rete avversaria, malgrado lo
sforzo della notte, e così pure il suo compagno d'avventura lo aveva uguagliato
in generosità ed abnegazione.
Questo un vivo ricordo sportivo di un tempo ormai perso, questa la prova che i nostri
giovani dovrebbero archiviare a memoria e ad esempio.
Attilio Mazzola
La squadra campione era così composta: G. Bernasconi, M. Bernasconi, C. Cavazzuti,
Mazzotti, N. Pianezzi, Talleri, O. Spelher, A. Mazzola, S. Solari, D. Spelher e
D. Storni.
La stagione 1936-1937 proponeva quale cassiere della FTC Ilario Conti e membro di
comitato Ernesto Malacrida. Sempre nella stessa stagione i Giovani Calciatori Massagnesi
si aggiudicavano la Coppa Sahib, battendo in finale a Bellinzona, la locale seconda
squadra, con il secco punteggio di 5 a 2. Questa la formazione dei massagnesi: Faedi;
Sassi, Gerosa; Signorelli, Balmelli, Bettosini; Soldini, Conti, Benicchio, Sassi
II, Boffini II. L'anno successivo il Massagno divenne campione sottocenerino e,
nella finale per il titolo cantonale, venne sconfitto dal Bellinzona per 4 a 2.
In compenso i G.C. Massagnesi si aggiudicarono in modo definitivo la Coppa Sahib
vincendo il duplice confronto con la Pro Daro (3 a 3 a Bellinzona e 5 a 4 a Massagno).
Ormai la seconda guerra mondiale si stava avvicinando a grandi passi e giocare a
pallone diventava sempre più difficile: bisognava difendere la Patria e lo sport
passava in secondo piano. Sebbene che gli anni del conflitto fossero stati duri,
nel Canton Ticino si disputarono (in forma ridotta) i vari campionati, ai quali
però il Massagno non partecipò avendo sciolto la squadra. E dopo la guerra...

Franco Spinelli
1946-1947 / 1958-1959
Quando nel 1946 un gruppo di persone decise di ridare vita ad una società di calcio
nel Comune, il campo prescelto fu il Povrò. Era un campo stretto ma che a quei tempi
serviva più che decorosamente al suo scopo. Aveva una particolarità: lungo le linee
esterne, per tutta la lunghezza, scorrevano due ruscelli, le cosiddette «rungee»
del Povrò. La linea di demarcazione era vicinissima e sovente qualche giocatore
finiva nell'acqua, talvolta gelida. Ma allora non esistevano le docce e così si
univa l'utile al... dilettevole. Scherzi a parte, questi ruscelli sono rimasti per
lungo tempo il marchio inconfondibile del nostro campo. Comunque vicini come si
era alla città e considerata la piccolezza del territorio di Massagno, era già confortante
poter avere a disposizione un'area per la disputa delle partite. Il campo è sempre
stato privato e la società ha sempre pagato il giusto affitto, grazie alla comprensione
dei proprietari.
Dunque siamo nel 1946. La guerra è appena finita. La gente sente un grande impulso
innovatore. Nei giovani sprizza energia, dopo anni di privazioni, sacrifici, amarezze.
Dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale, è soprattutto la gioventù che
sente il bisogno di divertirsi. Esiste forse un divertimento migliore che quello
di fare dello sport?
A quei tempi poter giocare in una squadra di calcio rappresentava un divertimento
sicuro, la camerateria e l'amicizia erano allora sentimenti profondi. Altri mezzi
di svago non ne esistevano, se si esclude qualche sala di cinema e qualche... verticale.
Fu dunque abbastanza facile trovare venti baldi giovanotti che potessero formare
una squadra di calcio per disputare un regolare campionato.
All'inizio anche nel campo dirigenziale non ci furono problemi. Tutti volevano dare
una mano, partecipare attivamente alla creazione della società. L'assemblea di costituzione
fu tenuta in una sala di ristorante che pareva troppo piccola, vista la moltitudine
di gente presente. Pigiati tra gli astanti v'erano autorità comunali e cittadini
in vista. I buoni propositi erano molti. Tutti «volevano» intensamente
questa società calcistica massagnese. Come vedremo in seguito, però la situazione
cambierà molto, purtroppo...

Giovanni Agustoni
1959-1960 / 1969-1970
Comunque in quell'anno 1946 tutto era bello. Era normale. Ogni nascita crea euforia.
Venne creato un comitato provvisorio e la presidenza fu assunta da Gaetano Lanzani,
il popolare Tano, promotore e fautore della sì felice iniziativa. La squadra, affiliata
alla Federazione svizzera di calcio, iniziò in settembre il campionato di Quarta
Lega ed ai primi di novembre un'assemblea generale diede forza e vigore alla nuova
associazione. Tale assemblea chiamò alla presidenza un giovane massagnese, Franco
Spinelli, il quale con giovanile baldanza e sicurezza prese in mano le redini della
giovanissima AS Massagno. Ai primi di marzo, in una giornata di primavera, fra una
cornice festante di folla, venne ufficialmente inaugurata l'attività sportiva della
nuova associazione.
Sotto la spinta del primo presidente Franco Spinelli, la società cominciò subito
a mietere allori sui campi del Sottoceneri. Queste in sintesi le pagine più belle,
diremmo di gloria, della creazione della nuova associazione. L'AS Massagno non era
più un sogno nella mente di molti sportivi ma una realtà viva e concreta, e il suo
nome cominciava a scorrere sulle labbra di chi domenicalmente seguiva i campionati.
Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo rovescio. Perché sottacerlo? A giornate di entusiasmo
subentrarono momenti di crisi e di scoraggiamento. Alcuni soci al primo scossone
non ebbero né il coraggio né la voglia di continuare e lasciarono l’AS Massagno
al suo destino. Poteva essere la fine. Invece no. Chi rimase lottò con ogni sua
energia. Da vero sportivo, capì che l'ideale per il quale sacrificava ore di svago
e di lavoro era troppo grande per lasciarlo morire così miseramente. Alla fine il
loro sacrificio fu premiato. In questa ricorrenza, che non vuole essere un traguardo
ma bensì un punto di partenza per altre mete e vittorie, esprimiamo loro un ringraziamento
di cuore. Ci piace ricordare, tra questi pionieri, oltre ai citati «Tano»
Lanzani e Franco Spinelli, Giovanni Agustoni, che in seguito guidò con grande acume
ma anche con tanti sacrifici l'Associazione per oltre un decennio, Aldo Bettosini,
tuttora appassionato tifoso al seguito della squadra, e il compianto Attilio Mazzola.
Altri diedero molto, moltissimo alla società, e furono la base su cui l’AS Massagno
ha forgiato la sua gloriosa esistenza.

Aldo Bettosini
1970-1971
Dunque si cominciò a giocare sul serio e i risultati vennero subito. Dopo aver sfiorato
varie volte il traguardo, al termine della stagione 1949-1950 la squadra vinceva
il campionato regionale di Quarta Lega e veniva promossa in Terza Lega. Era un risultato
clamoroso per una società così giovane. Ma le sorprese non finirono lì.
La stagione successiva infatti il giovane Massagno per poco non compì la clamorosa
impresa di vincere il campionato di Terza Lega. Terminò ad un punto dal Tresa, dimostrandosi
squadra di grandi possibilità. Ricordiamo i giocatori di allora: Brughera, Quarti,
Zanetta, Robbiani, Pescia B., Pescia O., Roveri, Lucchini Ar., Ponti L. e Poretti.
In quell'annata venne creata anche una seconda squadra, che partecipò al campionato
di Quarta Lega, comportandosi decorosamente. Questa compagine, cosiddetta di «riserve»,
era nata dopo che l'anno prima una squadra di giovani massagnesi, appoggiata dall’AS
Massagno, aveva dominato il campionato dell'Oratorio maschile di Lugano a quei tempi
molto importante e seguito.
Ci fu poi un periodo in cui la squadra si comportò onorevolmente in Terza Lega.
Il Massagno era ormai diventata una squadra temuta da tutti e, soprattutto al Povrò,
era difficilissimo passare. Nella stagione 1952-1953 fu per la prima volta creata
una sezione allievi. Anche qui era solo un inizio, un'esperienza. In seguito la
sezione giovanile darà grandi soddisfazioni agli sportivi massagnesi.
La squadra giostrò ancora per diverse stagioni in Terza Lega ma infine, purtroppo,
giunse l'annata storta e si cadde in Quarta. Fu questo uno dei momenti tristi della
giovane società. Fu soprattutto grazie alla spinta di vitalità del presidente Giovanni
Agustoni, subentrato a Franco Spinelli, che dopo tredici anni aveva dato il cambio,
che la squadra reagì e piano piano risalì la china. Nel 1964-1965 vennero di nuovo
creati gli allievi, e mai decisione fu così saggia. Già nel 1966-1967 infatti l'AS
Massagno ritrovò il suo posto in Terza Lega. Fu un anno trionfale. Le casacche biancoblù,
guidate dall'allenatore Flavio Boldini, vinsero tutto quello che c'era da vincere.
Campioni di gruppo, campioni regionali e infine l'ambito titolo di campioni ticinesi.

Daniele Bigger
1971-1972 / 1972-1973
1979-1980 / 1989-1990
Ci piace ricordare questa memorabile partita del 19 giugno 1967 a Monte Carasso.
Avversario per il massimo alloro cantonale era il S. Vittore. Tre furono le reti
che Renzi, Fabio Paparelli e Wagenbauer realizzarono al cerbero avversario. La gioia
del presidente Agustoni e dell'allenatore Boldini (assente proprio in questa importante
gara per una ferita riportata la domenica prima contro l'Astano) era grande. La
squadra campione era formata da: Vittori; Paparelli N., Ranzi; Rezzonico, Mangili,
Tamburini; Gamba, Hanselmann, Wagenbauer, Caggiano e Paparelli F. Anche gli allievi
A contribuirono all'annata «d'oro» giungendo in semifinale di Coppa
Ticino. Purtroppo però la permanenza in Terza Lega doveva durare solo quattro anni.
Nuvole nere oscuravano il futuro dell’AS Massagno. Infatti il campionato 1969-1970
fu giocato al Pradello di Breganzona con una squadra di giovanissimi che si salvò
a stento. L'anno dopo (essendo ancora il Povrò inservibile) si giocò addirittura
nei piani di Bioggio.
La mancanza di un proprio campo fu determinante per la ricaduta in Quarta Lega.
Dovendo giocare praticamente sempre in trasferta, la situazione si era fatta difficilissima.
Ritornati in Quarta, nella stagione 1971-1972 ci si riappropriò del Povrò e subito
la squadra reagì. Terminò seconda in campionato sfiorando la promozione. Nel frattempo
il presidente Agustoni aveva lasciato il posto ad Aldo Bettosini, che fu in seguito
rilevato per un biennio da Daniele Bigger. Poi all'inizio della stagione 1973-1974,
fu chiamato a reggere le sorti della società Cesare Agustoni, figlio del presidente
onorario Giovanni. La squadra in questi anni si è comportata onorevolmente. Nella
stagione 1974-1975 ha sfiorato ancora una volta la promozione, perdendo un incontro
incredibile e decisivo in quel di Rivera.
Ma le maggiori soddisfazioni in questi anni sono giunte dal settore giovanile. Creata
nel 1972-1973 sotto la spinta del presidente Bigger, la squadra allievi in tre anni
di esistenza ha dato alla società la grande gioia di rivincere un titolo cantonale.
Infatti, al termine della stagione 1974-1975, i ragazzi guidati da Antonio Granelli
e Daniele Bigger hanno vinto il titolo cantonale degli allievi A2 in una memorabile
partita allo stadio del Lido di Locarno contro il Solduno. Questa squadra di allievi
per lunghi anni formerà l'ossatura della prima squadra. Molti di questi giocatori
sono ancora in attività. Il passaggio a giocatori attivi di questi giovani è coinciso
con l'arrivo a Massagno di Simonetto Simonetti. Il centroattacco tanto caro ai tifosi
del Lugano ai quali aveva regalato la Coppa Svizzera con la bella rete contro il
Winterthur. «Simo» riuscì subito a vincere il campionato, dominando
tutti gli avversari nettamente. Era ancora il tempo delle finali di promozione che
iniziarono benissimo con una chiara vittoria contro il Ceresio. Altro successo contro
il Pura e la promozione sembrava certa. Ma una disgraziata gara a Ligornetto, su
un campo impraticabile, portava la prima sconfitta. Occorreva un punticino contro
il Gentilino per la matematica certezza. Purtroppo, proprio all'ultimo minuto, arrivava
la sconfitta mentre il Ceresio vinceva largamente a Pura e veniva promosso per il
miglior quoziente reti (0,03!) nei confronti del Massagno. Una grande rabbia e delusione.

Cesare Agustoni
1973-1974 / 1978-1979
La stagione successiva, 1977-1978, fu l'ultima in cui si giocò sul Povrò. Altra
vittoria nel campionato a pari punti con il Boglia. Nei confronti diretti due vittorie
nette del Massagno. Non c'erano più le finali ma in caso di parità non contavano
gli scontri diretti ma occorreva lo spareggio. Sul campo di Vezia il Massagno, dopo
aver dominato tutta la gara, si vedeva beffare a una manciata di secondi dalla fine
e la promozione era rinviata di un ulteriore anno.
Questa volta il contraccolpo fu forte. La squadra prendeva possesso del Valgersa
(stagione 1978-1979) ma per un paio di campionati le cose non andarono come si sperava.
Simonetti lasciava la conduzione tecnica e dopo qualche vicissitudine arrivava la
stagione 1982-1983. Qui occorre fare una premessa.
Nel frattempo infatti era nata una nuova squadra di allievi che, come la precedente,
si stava comportando magnificamente. Sotto la guida del giovane ed entusiasta Eros
Mescoli, i boys del Massagno disputavano magnifici campionati di allievi C e poi
di allievi B. Era il momento dei grandi derby con i cugini del Savosa. Ricordiamo
le due finali del torneo intercantonale allievi B, giocate e vinte proprio contro
il Savosa davanti a centinaia di spettatori. Nella squadra c'erano diversi giovani
promettenti. Ma due in modo particolare emergevano: Christian Araya e Matteo De
Felice. Due veri talenti che provavano per un anno anche l'esperienza con gli «inter»
del Bellinzona, conquistando anche in questo caso simpatie e apprezzamenti.
La stagione 1982-1983 la prima squadra fu affidata proprio ad Eros Mescoli e quasi
tutti giovani allievi passarono in prima squadra. Anche Araya e De Felice tornarono
e il Massagno giocò una delle stagioni più esaltanti. Consensi unanimi espressi
da tutti per il bellissimo gioco presentato e vittoria finale nel campionato a pari
punti con le fortissime riserve del FC Lugano. Questa volta però niente spareggio
perché proprio quell'anno era entrato in vigore il regolamento dei confronti diretti.
Il Lugano aveva pareggiato al Valgersa ma vinto a Cornaredo. E così ancora una volta
la promozione era rinviata. Una specie di maledizione!

Robert Th. Gmelig Meyling
1990-1991
Finalmente arriviamo alla stagione 1983-1984. La federazione aveva deciso la famosa
«piramide» e le promozioni dalla Quarta erano ben quattro. Il Massagno
dominava il campionato, staccando il secondo classificato di ben quattro punti e
cogliendo la meritata (e tanto agognata) promozione. La storia in Terza Lega è storia
recente. Nella prima stagione, 1984-1985, partenza a razzo con otto punti nelle
prime cinque gare. Grande attesa per il derby con i cugini del Savosa, dopo moltissimi
anni. Salomonico pareggio per 1 a 1. Purtroppo in seguito le cose non sono andate
per il verso giusto. Diverse sconfitte consecutive e le dimissioni dell'allenatore
hanno creato grossi problemi alla squadra che con grande abnegazione ha raggiunto
la salvezza.
La musica non è cambiata nel secondo campionato appena concluso. La squadra ha dovuto
subire numerosi incidenti e disavventure, perdendo sul filo dei secondi troppi punti.
Siamo così arrivati al drammatico spareggio di venerdì 13 giugno 1986. Questa volta
la fortuna ci è stata amica nella rivincita sportiva con gli amici del Boglia, squadra
che ci aveva precluso l'accesso in Terza Lega in un altrettanto drammatico spareggio
nel 1978. Adesso occorre rimboccarsi le maniche per affrontare il prossimo campionato
con una squadra competitiva in attesa dell'inserimento delle forze fresche che il
settore giovanile ci fornirà a breve termine.
* * *
Revisato e corretto, il precedente testo è tratto dal libriccino pubblicato nell’agosto
1986, in occasione della ricorrenza del 40.mo anniversario della fondazione dell’AS
Massagno nel lontano 1946 (in seguito FC). Di seguito, per quattro anni ancora la
società è guidata dal «presidentissimo» Daniele Bigger, che nell’ultima
stagione (1990-1991), passa il testimone a Robert Th. Gmelig Meyling, che quindi
conclude così il glorioso periodo della società massagnese fondendosi con l’AS Savosa
nella stagione 1991-1992, sotto la denominazione di Football Club Savosa-Massagno.
Ma questa è una nuova storia…